Metal Eden, anteprima: te strappo er core, letteralmente

Metal Eden, l'anteprima dello shooter che sembra tante cose ma rischia di non essere niente

Dopo aver passato alcune ore sulle arene di Metal Eden, il difetto principale che possiamo trovare nel lavoro di Reikon Games è quello sulla vera identità del prodotto, che tende a frullare esperienze prese da altri shooter che cercano un punto di equilibrio tra il parkour e lo shooting vero e proprio, senza però far emergere in maniera netta un elemento preponderante che lo possa portare veramente all’attenzione.

Metal Eden, anteprima: te strappo er core, letteralmente

Nei (pochi) livelli che abbiamo avuto modo di provare, abbiamo trovato riferimenti a Ghost Runner, alla freneticità degli scontri di Doom (ma senza la varietà dello stesso, sia chiaro) e il sistema di orde/arene del fin troppo sottovalutato Deadlink. Il sistema di gioco è piuttosto semplice, e vede il nostro protagonista muoversi all’interno di ambiente sostanzialmente vuoti (ma niente vieta che nella versione finale del prodotto, questi possano prendere vita), che fungono da connessione interattiva tra un’arena e l’altra.

All’interno di questa, ecco arrivare le orde degli avversari, suddivisa in diverse ondate via via crescenti, che obbligheranno a mettere in campo il meglio che potrete tra un movement molto rapido, da abbinare ad uno studio dell’ambiente per capire dove e come poter recuperare le risorse utili per rimanere in vita (banalmente, armature e i refill per gli health points), e uno shooting che richiede sempre velocità a precisione.

Dal canto loro, i nemici seppure non dotati di una intelligenza artificiale degna di rilievo, riescono a mettervi in difficoltà per una certa disparità di forze sul campo e per la capacità di “venirvi a prendere” di persona in qualsiasi punto dell’arena vi troviate. Particolarità peculiare è quella di “strappare er core”, letteralmente, ad alcuni dei vostri avversari, per poi rilanciarlo ad altri nemici ed ottenere un maggior danno inflitto. Ovviamente questa capacità consta di un cooldown variabile, e quindi tale capacità conviene gestirla con saggezza nel corso degli scontri a fuoco. Non manca ovviamente un sistema di potenziamento di armi ed esperienza del nostro personaggio (ASKA, per la cronaca), che amplierà le possibilità di sopravvivenza nei livelli più avanzati del gioco, che stando al poco che abbiamo potuto vedere, non mancheranno di essere sfidanti e pregni di insidie.

Metal Eden, anteprima: te strappo er core, letteralmente

Molto impattante il livello estetico del gioco, che si affida a canoni industrial e cyberpunk per disegnare un setting molto intrigante e sfolgorante di neon e luci colorate, mentre sul fronte del design di avversari e armi, forse non si assiste alla stessa cura con cui sono stati disegnati gli ambienti.

Stiamo comunque parlando di una versione di prova che potrebbe essere stravolta nel corso del tempo e a cui potrebbe essere inserita anche una linea narrativa che guiderà le azioni di ASKA fino al Game Over. Per il momento quello che vi possiamo dire è che Metal Eden non ci ha convinto particolarmente per originalità e brillantezza dei suoi contenuti, ma allo stesso tempo non possiamo non ravvisare che il colpo di genio potrebbe essere proprio dietro l’angolo, giusto in tempo per il rilascio della versione finale. Al momento lo lasciamo nella “friendzone”

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