Aliens: What If...? – Un Albo ci racconta il "possibile" destino di Carter Burke

Aliens What If  Un Albo ci racconta il possibile destino di Carter Burke

Ci sono villain che il pubblico ama odiare, e poi c’è Carter Burke. Nel pantheon dei personaggi più spregevoli di Aliens, il cinico dirigente della Weyland-Yutani occupa il suo piccolo posto d’onore: viscido, manipolatore e disposto a sacrificare chiunque pur di ottenere un campione di Xenomorfo per il profitto aziendale. La sua morte nel film di James Cameron è una delle più "meritate della saga", tanto da lasciare un senso di giustizia compiuta. Ma cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente?

Con Aliens: What If...?, la storica etichetta di realtà alternative di Marvel Comics si spinge oltre il suo solito territorio supereroistico e si insinua nell’universo horror fantascientifico di Aliens. La miniserie, pubblicata in Italia da Panini Comics, prende un bivio imprevisto e si chiede: E se Burke fosse riuscito a scappare da LV-426?

Aliens: What If...? – Un Albo ci racconta il
Un'immagine dell'albo. Crediti: Marvel Comics

Questa non è solo una variazione sul tema, ma una riscrittura che punta a dare nuova profondità a un personaggio che tutti credevano di conoscere. Con una sceneggiatura firmata da Hans Rodionoff, Adam F. Goldberg e Leon Reiser, e con il coinvolgimento diretto di Paul Reiser, l’attore che ha interpretato Burke nel film originale, la serie promette di esplorare non solo la sopravvivenza del personaggio, ma anche le sue conseguenze sul mondo che lo circonda.

E mentre gli Xenomorfi rimangono in agguato, la domanda è inevitabile: Burke è davvero cambiato o è destinato a ripetere gli stessi errori?

Un nuovo incubo: la storia di Aliens: What If...?

L’edizione italiana di Aliens: What If...?, pubblicata da Panini Comics, raccoglie in un unico volume i cinque numeri della miniserie edita negli Stati Uniti da Marvel Comics. Un racconto completo che non si limita a immaginare la fuga di Burke da LV-426, ma si spinge oltre, esplorando le conseguenze della sua sopravvivenza in un universo che non ha dimenticato i suoi errori.

Dopo trentacinque anni, il tempo non è stato clemente con lui. Ora vive ai margini, confinato su un avamposto minerario sperduto, lontano dagli occhi della Weyland-Yutani, ma ancora intrappolato nelle sue ambizioni. La sua carriera è distrutta, la sua reputazione compromessa, e il suo unico legame con il passato è Brie, la figlia che lo disprezza e lo considera la causa di ogni rovina nella sua vita.

Ma la natura di Burke non cambia. Convinto che il DNA degli Xenomorfi possa custodire la chiave per salvare la moglie malata, escogita un piano per mettere le mani su un embrione alieno. A spalleggiarlo in questa folle impresa c’è Cygnus, un sintetico danneggiato che finisce per diventare, suo malgrado, il complice delle sue ossessioni.

L’operazione, però, prende rapidamente una piega disastrosa. Una regina Xenomorfa si libera nella colonia mineraria, e ciò che inizia come un disperato tentativo di riscatto si trasforma in una corsa caotica per la sopravvivenza. Nel frattempo, Brie fatica a capire quale sia il suo posto in tutto questo, mentre Hiro Yutani, con i suoi giochi di potere, complica ulteriormente la situazione.

Aliens: What If...? – Un Albo ci racconta il
Un'immagine dell'albo. Crediti: Marvel Comics

Nel corso della miniserie, la narrazione evolve in modo inaspettato, mescolando horror e commedia nera. Se inizialmente Burke sembra mosso da un fine più umano, le sue scelte lo conducono in una spirale autodistruttiva, trasformandolo da antieroe disperato a villain grottesco. Tra tradimenti, doppi giochi e situazioni al limite del surreale, Aliens: What If...? mette in discussione non solo la redenzione di Burke, ma anche il senso stesso della sua esistenza.

Alla fine, la domanda resta aperta: c’è ancora qualcosa di umano in lui, o il destino sta solo ritardando l’inevitabile?

Quando il terrore prende una nuova direzione: Aliens: What If...? riscrive il destino di Carter Burke

Uno degli aspetti più affascinanti di Aliens: What If...? è il modo in cui riesce a traslare il concetto del “What If...?” al di fuori dell’universo supereroistico. Da decenni, questa formula ha permesso di esplorare percorsi alternativi per i personaggi Marvel, ma vederla applicata a un franchise horror-fantascientifico come Aliens apre prospettive nuove ed entusiasmanti. Dopotutto, l’idea di rivedere eventi iconici con esiti diversi è qualcosa che si presta perfettamente a qualsiasi universo narrativo, e questa miniserie lo dimostra in modo efficace. Se Aliens può funzionare con il format What If...?, perché non altre saghe cinematografiche o videoludiche? L’idea di rimescolare il destino di personaggi amati – o odiati – è un gioco narrativo potenzialmente infinito.

A livello artistico, Guiu Vilanova riesce a catturare perfettamente l’atmosfera sporca e industriale tipica della saga. Il suo tratto, ruvido e dettagliato, restituisce un senso di decadenza e oppressione, sia negli ambienti desolati della colonia mineraria sia nei dettagli delle espressioni di Burke, il cui volto invecchiato e segnato dal tempo comunica più di mille parole. La sua resa degli Xenomorfi è altrettanto efficace: agghiaccianti e viscidi, proprio come dovrebbero essere, con un design che omaggia il lavoro di H.R. Giger senza mai risultare una copia sterile.

I colori di Yen Nitro giocano un ruolo fondamentale nel costruire il tono della serie. Il contrasto tra le tonalità spente e terrose degli ambienti industriali e le luci fredde e spettrali delle tecnologie Weyland-Yutani rafforza la sensazione di claustrofobia e di decadenza. Quando l’azione esplode, le palette si saturano con bagliori di arancione e rosso, immergendo il lettore in un turbine di tensione e pericolo. Questo uso cromatico non è solo estetico, ma serve a guidare il lettore attraverso le fasi emotive della storia, alternando momenti di sospensione e terrore a scene più grottesche e ironiche.

Dal punto di vista della sceneggiatura, il lavoro di Hans Rodionoff, Adam F. Goldberg e Leon Reiser è ben calibrato. Il loro approccio non si limita a chiedere “E se Burke fosse sopravvissuto?”, ma si spinge oltre, interrogandosi su cosa ne sarebbe stato della sua vita e su come la sua presenza avrebbe alterato gli eventi attorno a lui. Il tono cambia gradualmente nel corso della serie, partendo da una rivisitazione fedele dello stile di Aliens per poi virare verso una narrazione più satirica e caricaturale. Un azzardo che potrebbe non convincere tutti, ma che offre una variazione interessante rispetto al solito tono cupo della saga.

 

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