Dragon’s Lair 3D

di Daniele 'Dansolo' Palmas

Tra i villain troveremo, fra gli altri, il Cavaliere Elettrico, il Re Pipistrello, il Fabbro, il simpaticissimo (nel coin-op originale) Re Lucertola e gli stessi Singe e Mordroc. La gran parte delle situazioni (e anche dei personaggi) sono stati ripresi dal Dragon's Lair per sala giochi, riorganizzandole in maniera tale che un impostazione del gioco in terza persona risultasse attuabile. Dirk ha dalla sua le normali armi di un cavaliere (spada e balestra), inoltre, nel corso dell'avventura, troverà degli amuleti magici (chiamati essenze del drago) in grado di attribuirgli straordinari poteri, fondamentali per proseguire correttamente nel cammino: veleggiare nell'aria, guardare oltre le pareti, resistere alle fiamme e varie altre cose. Tutto questo ha, purtroppo, un prezzo: utilizzare le abilità speciali consumerà una speciale energia, il cosiddetto "mana", che può essere recuperato con bonus lasciati dagli avversari morti, con delle bocce di liquido rigeneranti oppure lasciando semplicemente passare il tempo senza utilizzare i poteri.
Non ci sono limiti a quante volte Dirk ci può lasciare le penne, perciò, considerando che anche il numero di salvataggi possibili è infinito, l'unica difficolta consiste nel risolvere i vari enigmi delle stanze e eliminare i nemici.

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DISNEY?

Grazie a Don Bluth e alla sua squadra di artisti, il coin-op non aveva proprio nulla da invidiare alle grandi produzioni animate destinate al cinema (se non la lunghezza: in totale si avevano, infatti, solo ventidue minuti di pellicola). La Dragonstone Software aveva l'arduo compito di farci dimenticare tutto questo e, in fin dei conti, ha centrato in maniera adeguata quest'obbiettivo. Nelle sequenze di gioco l'utilizzo del cell shading ha reso i personaggi molto somiglianti a quelli di un cartone animato, rendendo l'aspetto grafico complessivo davvero gradevole: notare la sapiente miscela di colori pastello e effetti visivi ben più moderni. Quando però i modelli vengono visti da tutte le angolazioni (in particolare nei filmati realizzati con lo stesso motore del gioco) o in situazioni meno dinamiche del normale si nota qualche magagna: ad esempio i visi di Dirk e Daphne non hanno niente delle stupende espressioni che possedevano nel 1983. Più in generale, possiamo dire che quando la velocità dell'azione è bassa l'occhio riesce a cogliere una certa carenza di poligoni nella modellazione. Qualche piccolo appunto anche a certe texture degli ambienti che, delle volte, non riescono ad amalgamarsi efficacemente con lo stile utilizzato per i personaggi. Tuttavia il giudizio finale non può che essere decisamente positivo.
Le musiche, prevalentemente orchestrali, sono ottime: riescono ad adattarsi a tutte le scene e infondono quel senso di epico che un'avventura del genere dovrebbe avere. Per gli effetti sonori, in particolare per le voci dei protagonisti, poteva essere fatto di più: Dirk non emette che urletti e versi strani, abbastanza anonimi. Daphne, invece, dopo qualche decina di minuti diventerà peggio della peggiore delle suocere: un fastidioso falsetto (reso particolarmente insopportabile da un'eventuale ripetizione della scena tute le volte che morirete) vi perseguiterà fino alla fine del gioco. Meno male che ci sono le musiche...

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