Dungeons of Hinterberg: la recensione di una vacanza fantasy in Austria
Esplora Dungeons of Hinterberg, un'avventura fantasy ambientata nelle Alpi austriache, dove magia e turismo si intrecciano in un'esperienza unica.

La premessa da cui scaturisce Dungeons of Hinterberg è quantomeno singolare: nei pressi di una bucolica località turistica sita sulle alpi austriache sorge una anomalia, che permea l'area di magia e fa apparire una moltitudine di creature fantasy, ispirate alle leggende popolari locali. Nella zona spuntano inoltre i numerosi dungeon che danno nome al gioco. Nessuno conosce per quali motivi siano avvenuti questi eventi straordinari.
Le origini del fenomeno paranormale restano avvolte nel mistero, ma le autorità del posto hanno ben pochi dubbi sul modo in cui si debba reagire: le circostanze vanno sfruttate a proprio vantaggio. I prodigi di Hinterberg diventano una attrazione per i visitatori e nel giro di pochi anni il flusso dei turisti viene decuplicato. Chiunque vada alla ricerca di emozioni nuove può così trascorrere una vacanza alternativa, unica nel suo genere, che consenta di vivere in prima persona una esperienza prossima a quella dell'avventuriero dei giochi di ruolo, eppure accessibile alla massa.
Fra le persone allettate dalle meraviglie fantasy di Hinterberg troviamo Luisa, praticante presso uno studio legale a Vienna. La giovane protagonista si sta confrontando con il disagio di una esistenza che è sempre avanzata sui binari "giusti", eppure sembra portarla da nessuna parte. Luisa nutre un forte bisogno di uscire dai soliti schermi e provare qualcosa di diverso, che le permetta di ritrovare se stessa.
Comincia così quello che in termini prettamente ludici si traduce in un action/adventure, che parte da un hub centrale (Hinterberg, appunto) per poi espandersi verso quattro aree semi-aperte da esplorare. Ognuna di queste zone ha un aspetto distintivo (ad esempio c'è quella innevata con le piste da sci, che si rifà al paesaggio alpino) e ognuna contiene vari punti di interesse, fra cui ovviamente gli ingressi ai vari dungeon. La progressione del gioco si potrebbe definire anch'essa semi-aperta: in principio, sarà accessibile solo una piccola parte delle aree e dei dungeon, ma nelle fasi più avanzate ci si potrà recare dove si vuole e affrontare le attività nell'ordine che si preferisce.
Nei dungeon di Hinterberg si combatte maluccio
Il sistema di combattimento è orientato verso l'immediatezza dell'azione ed è composto da poche e semplici mosse. Ci sono un attacco normale e uno potente, che si possono alternare per eseguire delle combo basilari; una schivata con rotolamento laterale; un paio di magie, che cambiano a seconda dell'area esplorata; infine, alcuni colpi speciali. Il giocatore padroneggerà pressoché immediatamente questo sistema, la cui impostazione sarebbe congeniale per offrire delle battaglie non troppo impegnative, ma purtroppo non funziona come sarebbe auspicabile.
Il motivo dello scarso appeal del combattimento va ricercato nei nemici, che sono stati realizzati con scarsa vena creativa. Intanto, il loro numero è piuttosto esiguo: si ravvisa appena una quindicina di tipologie, che si ripetono in continuazione dungeon dopo dungeon. Le loro sembianze appaiono fin troppo simili, con una ricorrente palette di colori bicromatica nera e bianca: si tratta di una precisa scelta stilistica, che probabilmente intende accentuare il contrasto fra le scure creature fantasy e la variopinta scena circostante, ma che di fatto appiattisce il design. Il vero problema però non è che i mostri siano brutti, ma piuttosto che siano molto stupidi.
L'intelligenza artificiale dei nemici di Dungeons of Hinterberg è ridotta ai minimi termini: hanno pochi, elementari pattern di attacco e i loro tempi di reazione sono così alti da consentire al giocatore di aggirarli senza alcuno sforzo. Per ovviare alle deficienze della IA, gli sviluppatori hanno puntato sul numero, vale a dire imporre di confrontarsi con molti avversari alla volta in uno spazio ristretto. Questo espediente funziona abbastanza, anche se il vero nemico diventa la telecamera, che sovente non permette di avere un quadro completo della situazione, impedendo di tenere sott'occhio la posizione dei nemici e gli attacchi in arrivo.
Un combat system con questi connotati significa battaglie ben poco appaganti, che peccano di eccessiva facilità, un difetto che non si riesce a correggere nemmeno optando per il più elevato fra i tre livelli di difficoltà disponibili. Per fortuna il combattimento, sebbene molto ricorrente, non si può considerare come vero il cuore pulsante della produzione ed essendo rapido e superficiale scorre bene, senza che la sua mediocrità appesantisca il gameplay.
I dungeon di Hinterberg sono vari, ma non molto ispirati
Naturalmente il cuore pulsante sono i dungeon che affollano le aree circostanti Hinterberg. A differenza del combattimento, qui si percepisce la volontà di non fermarsi alla superficie, ma di spingersi alla ricerca della varietà. La maggior parte dei dungeon propone delle meccaniche che li distingue dagli altri, che fanno uso di puzzle ambientali nuovi, dove spesso ci si dovrà servire delle due magie di Luisa (due per ogni area, quindi otto in totale). L'eterogeneità di soluzioni adottate è palpabile: in alcune sequenze di gioco, si arriva addirittura ad abbandonare la consueta telecamera dietro le spalle, per passare ad una visuale isometrica.
L'impegno profuso per arricchire il gameplay è apprezzabile e l'esplorazione dei dungeon risulta senz'altro gradevole, soprattutto se si è fan di questo genere di video game (che poi sarebbe quello in cui si può far rientrare anche un certo The Legend of Zelda…). Tuttavia, bisogna ammettere che manchi qualcosa: il level design, per quanto simpatico, non fa mai il salto di qualità, non c'è un momento in cui la struttura dei dungeon o i puzzle stupiscono davvero. Sia ben chiaro, il giudizio sui dungeon rimane positivo, ma non ci si deve aspettare una esperienza memorabile.
I dungeon e i nemici sono classificati secondo una scala numerica che va da 1 a 9: più l'indicatore è basso, più saranno abbordabili. Luisa ha due parametri analoghi per quanto riguarda il suo attacco e la sua difesa: va da sé che l'ideale sarebbe misurarsi con delle avversità di un livello analogo al proprio, anche se nulla vieta di attaccare briga con mostri di grado superiore, facendo però attenzione a schivare tutti o quasi i loro colpi.
I due parametri citati di Luisa cambiano a seconda del suo equipaggiamento. La protagonista impugna una spada e veste tre protezioni al busto, alle braccia e alle gambe. Sostituendo spada e protezioni con delle versioni più evolute che si trovano nel corso dell'avventura, si potrà ovviamente fortificare l'eroina. Indossando ulteriori oggetti, chiamati Charm, si potranno migliorare le proprie abilità o acquisirne di nuove. C'è poi un'altra categoria di item equipaggiabili, chiamati Attack Conduit, che consentono di sferrare dei colpi speciali durante i combattimenti.
Hinterberg divisa fra dungeon e socialità
Il soggiorno di Luisa nella ridente Hinterberg è scandito temporalmente in giornate. Ogni giornata si compone di due fasi principali: nel corso del dì si può esplorare un'area ed affrontare un singolo dungeon in essa contenuto, mentre la sera si trascorre fra le vie della cittadina. Finora abbiamo parlato della prima fase, passiamo alla seconda, cominciando dal dire che Luisa possa abbandonarsi allo shopping per acquistare equipaggiamenti, oggetti utili o outfit alternativi presso i negozi, spendendo una apposita valuta chiamata Hinterbucks.
Il fulcro dell'attività serale è però l'interazione con le persone. Luisa farà nuove conoscenze, che le consentiranno di ampliare i propri orizzonti e la aiuteranno a superare l'impasse in cui si trova la sua vita. Hinterberg ospita una variegata umanità, fra residenti, turisti, cacciatori di mostri professionisti ecc... Ogni giornata si potrà spendere del tempo assieme ad una o più persone, per provare ad approfondirne la conoscenza. Le occasioni di socialità non mancano certo: si può passare la serata con un drink al bancone di un locale, o seduti davanti ad un falò a scambiare storie con altri avventurieri, oppure passeggiando a fare quattro chiacchere e così via.
Queste meccaniche sembrerebbero prossime a quelle dei dating simulator e piuttosto discordanti da quelle action/adventure, eppure filano nell'economia del gioco, per una ragione molto pratica: ogni volta che il legame con una determinata persona si fa più stretto, si riceve un premio utile in combattimento o esplorazione. Le ricompense in questione sono molto appetibili, il che ovviamente invoglia a portare avanti la vita sociale di Luisa.
Un menu elenca tutti gli NPC che si possono incontrare e il prossimo premio che si riceverà da essi, così che si possa scegliere chi frequentare in base a ciò che si desidera ricevere. Si conosce solo "il prossimo premio": ogni persona ne dispensa più di uno, ma quelli successivi sono avvolti nel mistero, così che non si perda il piacere della scoperta. Chi preferisce dedicarsi esclusivamente alla componente action/adventure di Dungeons of Hinterberg forse mal digerirà di essere costretto a sorbirsi anche gli appuntamenti serali, ma bisogna riconoscere che due mondi così distanti fra loro siano stati coniugati con una certa accortezza.
Dungeons of Hinterberg dura il giusto ed ha stile
L'avventura di Luisa è stata portata a compimento in poco più di venti ore, prendendosi tutto il tempo necessario per perlustrare i dungeon con calma. Dopo aver assistito ai titoli di coda, l'impressione che rimane è che la longevità sia stata appropriata alla natura dell'esperienza: protrarre più a lungo il soggiorno a Hinterberg probabilmente sarebbe stato eccessivo, col rischio di sfociare nella ripetitività. Se si vuole completare il gioco al 100%, però, potrebbe essere necessaria qualche ora in più.
Passando a discorrere della grafica, il primo aspetto che si nota è la colorazione molto netta: tonalità accese e contrasti marcati conferiscono una buon senso di vivacità all'immagine. I personaggi risaltano nella scena e hanno un character design pronunciato, che potrebbe non piacere a tutti, ma che non corre il pericolo di apparire banale. Caratteristiche come queste donano all'opera uno stile alquanto distintivo: sotto il profilo artistico, Dungeons of Hinterberg non ambisce certo a ridefinire i canoni, ma nel suo piccolo non lo si può accusare di mancare di personalità.
Le animazioni tradiscono qualche limite: forse perché il team di sviluppo non è formato da veterani dell'industria (o forse perché il budget ovviamente non sia paragonabile a quello delle produzioni più quotate), si assiste ad alcuni movimenti goffi, soprattutto da parte dei mostri, che però non inficiano troppo l'esperienza visiva nel suo complesso. Il frame rate è rimasto solidamente ancorato ai 60 FPS quasi sempre, con una eccezione in una specifica sequenza del gioco, che per fortuna è durata solo pochi minuti.
Si è giustamente rilevato lo stile della grafica, peccato però che non si possano formulare delle considerazioni analoghe per ciò che concerne il sonoro. Dopo aver finito Dungeons of Hinterberg, ci si ricorda dei vari puzzle che sono stati risolti nei dungeon, dei variopinti panorami sulle alpi austriache, dei curiosi individui con cui Luisa ha trascorso del tempo, ma non si ha memoria di ciò che si ha ascoltato. L'audio è una presenza anonima, che non riesce a costituire un valore aggiunto per il gioco. I dialoghi non sono doppiati: più che comprensibile, considerando che si stia parlando di un piccolo studio, ma le voci avrebbero senz'altro giovato alla componente sociale.
Le conclusioni su Dungeons of Hinterberg
Lo sviluppatore del gioco è Microbird, un piccolo studio austriaco che per il suo esordio ha scelto una formula semplice, ma efficace e anche abbastanza originale: prendere un setting consueto come quello del fantasy ed applicarlo ad un contesto inconsueto, una odierna località turistica di montagna. Da questo preambolo, viene fuori una storia che offre spunti di riflessione a bizzeffe sulla società contemporanea: fra gli altri, il rapporto dell'uomo con ciò che non conosce, quello con la natura, quello col vil denaro, senza contare le sfaccettature delle vicende umane, sia di Luisa che delle persone che le ruotano attorno.
Il soggetto trattato ha quindi un ottimo potenziale, che purtroppo resta in larga parte inespresso, perché la narrazione decide di prendere la via più comoda e sbrigativa: una ingenua distinzione in buoni e cattivi, che fa perdere agli argomenti trattati quelle sfumature di ambiguità che li rendevano interessanti. Anche la caratterizzazione dei personaggi mostra il fianco a qualche critica, perché forse strizza troppo l'occhio alle mode contemporanee.
Aldilà delle occasioni mancate dalla storia, Dungeons of Hinterberg resta un action/adventure valido, che cerca di variare costantemente la sua proposta al giocatore, progettando qualcosa di nuovo per ogni dungeon in cui ci si imbatte. Non è un titolo perfetto, ma non c'è una pecca tale da impedire di godersi quel che di buono sa offrire e sul piatto della bilancia pesano di più i pregi che i difetti. Chi ama il genere dovrebbe dargli una chance: non è garantito che soddisfi tutti i palati, ma potrebbe piacevolmente sorprendere.