MLB The show 25: la recensione sul diamante!
Diamo il bentornato al titolo che ogni anno porta il grande baseball sulle nostre console

MLB The Show 25: cosa c'è di nuovo?
Amate il baseball? Conoscete alla perfezione la formazione dei Los Angeles Dodgers che nel 1981 vinse le World Series? Semplicemente vi incuriosisce questo sport che fuori dall'Europa fa impazzire milioni e milioni di tifosi? In ogni caso, siete capitati nel posto giusto e state per leggere la recensione di MLB The Show 25! La saga sportiva sviluppata dagli studi Sony San Diego torna Nintendo Switch, Xbox e PlayStation 5, e proprio su questa console abbiamo indossato il nostro fedele guantone e impugnato una solida mazza di puro legno per testare tutto quello che The Show 25 ha da offrire. Il discorso non cambia:The Show si presenta come una enciclopedia della Major League e possiamo considerarlo come un titolo che sta al baseball come FC (ex FIFA) sta al calcio. Naturalmente, per quanto nel nostro paese sia uno sport poco seguito, fuori dall'Europa è una vera istituzione e negli Stati Uniti raccoglie milioni di tifosi, con la ovvia conseguenza che un così grande bacino d'utenza porta allo sviluppo di un videogame dedicato al campionato più seguito. L'offerta ludica è a dir poco completa grazie a tantissime modalità che presentano diversi approcci e variazioni sul gameplay. Non manca una enorme customizzazione dei controlli, con impostazioni letteralmente adatte a qualsiasi giocatore, sia il neofita che il più esperto.
Andiamo quindi a esplorare tutti i contenuti presenti in MLB The Show 25, a partire dalla partita “demo” che si rivela importantissima per prendere o (riprendere) confidenza con lo sconfinato set di comandi e capire quale opzione è più adatta per noi. L'esperienza è modulabile con decine di opzioni e permette di gestire al meglio fase di attacco e difesa. Il team di sviluppo ha deciso saggiamente di non apportare rivoluzioni a un sistema che con il passare degli anni ha saputo migliorare senza snaturarsi e anche questa volta le novità sono poche, ma capaci di rendere ancora più apprezzabile un gameplay già di livello elevato. Per quanto riguarda la battuta possiamo scegliere se limitarci a dover premere il pulsante al punto giusto o se gestire in toto i movimenti del nostro giocatore, sino ad arrivare a dover posizionare la mazza nel punto preciso del nostro “mirino”, in cui arriverà il lancio avversario.
Riuscire ad anticipare le mosse del lanciatore aumenterà di molto le possibilità di piazzare un home run, un sistema che ho apprezzato molto e che va a simulare il classico gioco psicologico tra battitore e lanciatore che si vive a ogni partita di baseball. Passando sul monte di lancio avrete un nuovo set di scelte da fare, così da dover pensare solo a che palla tirare (magari seguendo il consiglio del nostro catcher) e in che zona, oppure aggiungere un indicatore legato a potenza e tempismo. Tante anche le opzioni legate ai difensori sulle basi e sugli esterni, con l'aggiunta di un nuovo lancio che, se eseguito al momento giusto, fa passare la palla con più precisione e velocità, così da eliminare i corridori avversari prima dell'arrivo alle basi. In alcuni casi (non molto a essere onesti) dovremo anche portare a termine un quick time event per vedere se riusciremo a prendere con il guantone una palla battuta particolarmente bene, una piacevole variazione sul tema.
MLB The Show 25: meccaniche e modalità
Ci sono anche altre meccaniche di contorno e vi assicuro che volendo utilizzarle tutte al loro massimo, avrete un controllo pressoché totale di tutto quello che succede sul diamante, ma sia che vogliate un'esperienza mordi e fuggi sia il più simulativa possibile, in MLB The Show 25 ci sono tutti gli ingredienti per dare vita a partite soddisfacenti e combattute, anche grazie a una buona intelligenza artificiale e al nuovo livello di difficoltà, chiamato iconicamente “G.O.A.T.” capace di mettere alle corde anche il più sgamato campione di baseball virtuale: se non sarete perfetti o quasi, finirete per collezionare mazze e controller spezzati dalla frustrazione. Tutto quello di cui abbiamo parlato sino a ora va a riflettersi alle tante modalità disponibili in MLB The Show 25 a partire da Dyamond Dynasty, l'ormai classico gioco dove si mescola la gestione della propria squadra alla ricerca di figurine da utilizzare, un po' come succede in FUT per il già citato titolo calcistico di EA.
Rispetto al passato sono stati migliorati alcuni aspetti, tra cui la gestione dei punti esperienza, con il risultato che le programmazioni a lungo termine regalano maggiori soddisfazioni. Da notare che senza spendere un centesimo e limitandomi a sfruttare i pacchetti ottenibili in game ho messo in piedi una discreta squadra e sebbene le microtransazioni possano aiutare a essere molto competitivi, anche senza mettere mano al portafogli ci si può divertire e levarsi diverse soddisfazioni. Simpatica novità la presenza del Dynasty Quest, un gioco da tavolo virtuale a tema che mescola elementi di baseball ad altri rogulike dove si affrontano diversi scenari tra prove di battute o simili per accumulare miglioramenti per la propria squadra. L’idea serve a spezzare piacevolmente il classico ritmo di gioco e a dare una variazione sul tema, sebbene le prove da superare, alla lunga, non brillino di inventiva.
Niente figurine, ma una carriera completa e sempre più articolata è quella offerta da Road To The Show. Sin dalla creazione del nostro alter ego si notano nuove opzioni e potremo creare un giocatore nei minimi particolari, andando anche a selezionarne le preferenze e gli stili di gioco: volete un lanciatore potente? O forse ne preferite uno che da il meglio sulle palle curve? Queste sono solo due tra le tantissime opzioni che troverete nella carriera di MLB The Show 25 e vanno aggiunte a tutte le scelte che potremo compiere durante la nostra crescita.
Per quanto potremo prendere delle scorciatoie, questa volta il nostro percorso inizia sin dal liceo e dovremo cercare di metterci in mostra sin dalle prime gare, per poi passare al college e, infine, al tanto agognato professionismo. La progressione e la crescita non sono affatto facili e ci metterete davvero tanto a diventare campioni, ma pazienza e costanza sapranno premiarvi. Se invece vi sentite più adatti a un ruolo gestionale, potrete diventare manager della vostra squadra nella modalità Francise, dove avrete pieno controllo di ogni fattore legato alla vita di una squadra. Ho notato con piacere che ogni singola partita richiede attenzione strategica, soprattutto legata alla stanchezza dei giocatori e limitarsi a far giocare sempre i più forti potrebbe non essere una grande idea. Se amate pianificazione e statistiche, avrete pane per i vostri denti.
MLB The Show 25: un gioco per tutti gli amanti del baseball!
Impossibile non parlare della modalità legata alla storia del baseball e anche quest’anno torniamo alle gloriose Negro Leagues che tra il 1920 e il 1960 videro giocare alcuni tra i più grandi giocatori di baseball della storia, in un periodo in cui l’integrazione raziale era, purtroppo, ancora un sogno. Portando a termine specifiche missioni in campo rivivremo le storie di tre campioni come James "Cool Papa" Bell, Wilber "Bullet Joe" Rogan e Norman "Turkey" Stearnes, nomi che possono dire poco al pubblico italiano, ma che hanno segnato la storia del baseball. Naturalmente potrete anche prendere il controllo della vostra squadra preferita e provare a raggiungere le World Series, senza contare le partite in singolo o in multiplayer e l’immancabile gara di home run per un massimo di otto giocatori.
Chiarissimo come ancora una volta MLB The Show abbia un’offerta a dir poco ampia, dove è davvero difficile non trovare qualcosa di interessante, sia che si sia alla ricerca di un’esperienza mordi e fuggi, sia che si voglia un impegno a lungo termine. La delusione è arrivata dal multiplayer online, dove non è mancata lag assortita e problemi vari. Nonostante sia dotato di una connessione a fibra ottica, è stato praticamente impossibile portare a termine una partita senza problemi.
Per quanto riguarda il lato tecnico di MLB The Show 25, le differenze rispetto al passato sono poche. Si, ci sono stati alcuni miglioramenti nelle animazioni, ma stiamo parlando di fattori che non rivoluzionano l’aspetto generale del gioco. MLB The Show 25 offre una buona esperienza visiva, ma con il passare degli anni la resa del motore grafico inizia a mostrare il fianco e a necessitare una svecchiata, ma è chiaro che per fare questo servirebbe un lavoro mastodontico che difficilmente si può fare da un anno all’altro, sarebbe curioso scoprire se in casa San Diego si stia già lavorando in questo senso per il futuro, ma a oggi ci teniamo quella che è una buona resa, per quanto con qualche difetto qua e la.
Segnalo che nella modalità carriera è stata aggiunta una visuale in prima persona, soluzione interessante, per quanto non particolarmente comoda. Dal punto di vista sonoro c’è sempre l’ottima cronaca in inglese (niente italiano nemmeno per i testi) e gli effetti del campo, comprese le voci dei protagonisti, sono di altissimo livello e in grado di farci sentire come se fossimo davvero in campo. La colonna sonora mi ha un po’ spiazzato, alternando sonorità molto diverse tra loro, con rock, hip hop e soul, ma mantenendosi sempre su buoni livelli qualitativi. Alla fine del nono inning, anche se non tutto è filato alla perfezione, MLB The Show 25 vince ancora e continua a far sognare tutti gli appassionati del baseball!