The Last of Us: Left Behind
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Partiamo da una premessa. Se non stessimo parlando di un gioco come The Last of Us, probabilmente saremmo qui a parlare di un DLC “farsa”. Meno di tre ore di durata (le parti "giocate" durano decisamente meno..) per una quindicina di euro. Ci sarebbe di che essere arrabbiati con Naughty Dog. E invece no. In barba alla crisi, al portafogli e alla logica, non possiamo che fare altro che consigliarvi di fare vostro questo “Left Behind”.
Certo, ve lo diciamo da subito, quello che vi troverete davanti é una versione ridotta e concentrata del gioco originale. Non aspettatevi novità o innovazioni di sorta perché non ne troverete alcuna. Quello che vi sarà dato é uno spaccato che colma un vuoto narrativo del gioco originale e che ha Ellie come protagonista. Non ci saranno nuovi avversari, nuove armi, nuovi scenari (o almeno, non così nuovi) e a dirla tutta le situazioni di “gioco” vero e proprio, quelle dove far funzionare il cervello e i riflessi, sono forse due o tre.
Eppure Left Behind é poesia allo stato puro. E' eleganza nella recitazione digitale, é profondità di pensiero e di stato d'animo, é qualcosa che tocca delle corde quasi mai pizzicate da giochi di altra categoria. Naughty Dog, invece, ci riesce mettendo sul piatto valori come l'amicizia, la lealtà, l'amore e dedizione. E chi se ne frega se gli avversari sono sempre quelli, se la metodologia di gioco é sempre la stessa, se la modellazione poligonale non ha conosciuto un “boost”.
I maligni diranno: “E' un'operazione commerciale” - “sicuramente ne usciranno altri”. Chi se ne frega. Datemene ancora, datemelo adesso.
Compratelo e zitti.
Certo, ve lo diciamo da subito, quello che vi troverete davanti é una versione ridotta e concentrata del gioco originale. Non aspettatevi novità o innovazioni di sorta perché non ne troverete alcuna. Quello che vi sarà dato é uno spaccato che colma un vuoto narrativo del gioco originale e che ha Ellie come protagonista. Non ci saranno nuovi avversari, nuove armi, nuovi scenari (o almeno, non così nuovi) e a dirla tutta le situazioni di “gioco” vero e proprio, quelle dove far funzionare il cervello e i riflessi, sono forse due o tre.
Eppure Left Behind é poesia allo stato puro. E' eleganza nella recitazione digitale, é profondità di pensiero e di stato d'animo, é qualcosa che tocca delle corde quasi mai pizzicate da giochi di altra categoria. Naughty Dog, invece, ci riesce mettendo sul piatto valori come l'amicizia, la lealtà, l'amore e dedizione. E chi se ne frega se gli avversari sono sempre quelli, se la metodologia di gioco é sempre la stessa, se la modellazione poligonale non ha conosciuto un “boost”.
I maligni diranno: “E' un'operazione commerciale” - “sicuramente ne usciranno altri”. Chi se ne frega. Datemene ancora, datemelo adesso.
Compratelo e zitti.